Una strada irta di ostacoli e pericoli – Parte I^

//Una strada irta di ostacoli e pericoli – Parte I^

Srimad BhagavatamCanto 12 capitolo 5 versi 7, 8, 9 (parte dell’insieme Vedico considerato essenza del Bhakti Yoga o Yoga della Devozione). Verso 7: Una lampada compie la sua funzione soltanto per la combinazione del combustibile, del recipiente, dello stoppino e del fuoco. Analogamente la vita materiale, basata sull’identificazione dell’anima sul corpo, si sviluppa ed è distrutta per l’azione della vita materiale, della passione e dell’ignoranza, che sono gli elementi costitutivi del corpo. Verso 8: L’anima, all’interno del corpo, brilla di luce propria ed è separata dal corpo grossolano e dal corpo sottile invisibile. Essa resta come base fissa della mutevole esistenza corporea, così come il cielo etereo è lo scenario immutabile della trasformazione materiale. Per questa ragione l’anima non ha fine ed è al di là di qualsiasi paragone materiale. Verso 9: Mio caro re, meditando costantemente sul Signore Supremo ed applicando una intelligenza chiara e logica, considera attentamente il tuo vero sé ed il modo in cui è situato all’interno del corpo materiale. Questo può far meglio comprendere il concetto di dualità; noi riusciamo a crescere nel momento in cui, consapevoli della grandezza dell’anima, trasportiamo i suoi valori nella vita umana.

Nel  precedente incontro abbiamo parlato del significato della parola Yoga, dell’esperienza conosciuta e consapevole dell’unione del Sé individuale con il Sé Universale, con la Coscienza Universale o Infinita o Dio. Il  Kundalini Yoga con la sua tecnologia ci da la possibilità di lavorare attraverso l’iterazione dei tre sistemi: Corpo Fisico, Mente e Anima indifferentemente sul Sé inferiore o corpo fisico, Sé centrale o Sé esistente e sul Sé superiore. Più realmente andare ad abbattere la dualità che contrappone l’Ego all’Infinito a favore di una univocità che ci consente di fonderci con la Coscienza Universale e trasportare nella vita umana i suoi valori, valori che ci portano poi alla prosperità. 

Tralasciamo per il momento il concetto di dualità e di univocità che riprenderemo in futuro per concentrarci su quello che è il lavoro dell’esperienza della consapevolezza.

Abbiamo detto che un insegnante ci può trasmettere la tecnica, esperita la quale arriviamo a Gyan (conoscenza) che ci porta alla consapevolezza. Sembrerebbe molto semplice da realizzare ma non è così. I parametri della vita su questo pianeta prevedono per il raggiungimento degli obiettivi che ciascuno si pone, qualunque esso sia vuoi di lavoro o di crescita spirituale o di relazione interpersonale,  due fattori  ben precisi  che sono: Metodo e Disciplina. 

Se il Metodo ci viene conferito dall’insegnante, che accettiamo e che vincoliamo quindi a trasmetterci l’insieme di tutte quelle regole che ci rendono più idoneo il cammino, la Disciplina non può esserci conferita altri che dalla nostra Volontà e dalla sua capacità di interagire con la Mente e quindi governare il Corpo Fisico, assunto che la nostra Anima trasmette in collegamento con la Coscienza Universale quanto serve al nostro cammino terreno.

Il percorso intrapreso per il raggiungimento della crescita personale è irto di pericoli ed ostacoli, ma è comunque con precisione delineato e nel Kundalini Yoga viene identificato come:

LE CINQUE FASI SUL SENTIERO DELLA SAGGEZZA

Saram Pad – Lo stadio del Novizio

Karam Pad – Lo stadio dell’Apprendista

Shakti Pad – Lo stadio del Praticante

Sahej Pad – Lo stadio dell’Esperto

Sat Pad – La fase del Maestro

Yogi Bhajan e Gurucharan Singh Khalsa ci ricordano che ognuna di queste fasi ha delle qualità e specifiche differenti, la successiva non prescinde dalla precedente; proveremo a dare un piccolo assaggio delle loro specificità.

“La saggezza si acquisisce per fasi. Si impara lasciandosi alle spalle il vecchio e rischiando una avventura in territori sconosciuti. Quando inizi un viaggio in un territorio nuovo, una mappa ti da confidenza o almeno conforto per contrastare gli ostacoli che ti aspettano. Una mappa ti da speranza quando ti senti perso. Ti puo’ ricordare di essere creativo e audace, dato che ci sono molti modi per raggiungere il tuo obiettivo.”

Saram Pad – Lo stadio del Novizio – Siamo in “luna di miele”,  quando coscientemente avviamo la relazione con il nostro spirito e con il nostro sentiero spirituale. Siamo felici. Abbiamo abbandonato il dolore del passato e percepiamo la freschezza di una nuova vita nel sentiero spirituale. Abbiamo trovato un maestro spirituale e un sentiero; percepiamo la benedizione di questi doni. In Saram Pad, l’insegnante incarna Gur, o “formula”. In questa fase, lo studente ha bisogno di norme chiare e semplici. Tutte le eccezioni, i cambiamenti contestuali, e più complesse distinzioni vengono dopo. Occorre avere chiarezza  per i primi passi verso la maestria. L’insegnante non dovrebbe mostrare  perizia e maestria, dando troppi dettagli. Mantiene le cose semplici e porta gli studenti sulla strada che consente loro padronanza focalizzata.

Karam Pad – Lo stadio dell’Apprendista – In questa fase iniziamo il lavoro personale su noi stessi. Siamo divenuti consapevoli del lavoro, delle difficoltà e della crescita necessari per mantenere un profonda relazione con la nostra spiritualità. In  Karam Pad, l’insegnante incarna Guru, o “saggezza”. Questa è la trasformazione di gu-oscurità, ignoranza  e le cattive abitudini in-ru o la luce, la conoscenza e le abitudini di supporto. Durante  Karam Pad pratichiamo la postura in molti kriya, in diversi momenti della giornata, in gruppi, da soli, per un tempo più o meno lungo, e così via. Acquisiamo esperienza e abbiamo bisogno di sapere quando pratichiamo male. Yogi Bhajan identifica in un bravo apprendista quello che definisce “subcosciente natura vigile” che contribuisce ad individuare le differenze delle situazioni passate che richiedono una eccezionale prontezza. La prontezza mette l’apprendista in uno stato accelerato di capacità di apprendimento e concentrazione e l’esperienza acquisita gli consentirà di affrontare nuove sfide sempre più complesse. Importante in questa fase è l’espletamento giornaliero della Sadhana (Sadhana = disciplina) che contribuisce a dare forza e stimolo per nuove attività. Come insegnante, è necessario essere attenti e dare allo studente una serie progressivamente crescente di sfide. L’errore peggiore che un apprendista  può fare è quello di imporre a se stesso una esperienza più avanzata, deve invece  utilizzare i propri sensi, le qualità mentali, e le qualità emotive (Guna e Tattva) per trovare la strada verso la padronanza di sé. Gli vengono offerte sfide e situazioni che lo aiutano a coltivare l’esperienza, oltre la zona di comfort, che facilitano la formazione della comprensione attraverso la pratica.

Shakti Pad – Lo stadio del Praticante – La prova del 9! Questa è la più cruciale, transitoria e impegnativa di tutte le fasi. Le scelte fatte qui, le trasformazioni che si verificano, determinano se il praticante progredirà verso la maestria, rimarrà al livello di apprendista oppure abbandonerà del tutto lo studio. L’insegnante interpreta il ruolo di Sat Guru – Insegnante che confronta lo studente, regole e modelli di regole, da consigli e raccomandazioni  E’ lo stadio in cui può avvenire sia la trasformazione che l’interruzione. Nelle discipline spirituali Shakti Pad è conosciuta come la prova dell’ego o la prova del potere. E’ facile dimenticarsi di noi stessi in questa fase e rimanere ipnotizzati dalla soddisfazione e dal potere delle capacità che abbiamo ottenuto. Abbiamo imparato le tecniche di pranayama, le asanas e la filosofia ma mettiamo da parte l’umiltà ed il nostro ego ridondante ci fa perdere di vista lo scopo dell’inizio del nostro cammino, crediamo di sapere tutto e poter fare tutto, pensiamo di essere i primi della classe e ci piace primeggiare ed essere riconosciuti per questo. E’ qui che inizia la sfida per mantenere intatti i valori, per dare priorità alle nostre scelte, per stabilire cosa sia importante e cosa no. Ciò vuol dire non abbandonarci ai molto facili “effetti speciali” (che piace sentire e dimostrare) e non essere succubi quindi delle emozioni. Questo stadio è simile a quello dell’adolescenza, pronti a sfidare le regole, a tesserne di proprie e ad agire secondo nuovi modelli; uno stadio creativo che porta ad agire e scegliere senza accettare le responsabilità, agire senza impegno. Molti praticanti  credono di poter e saper trasmettere; ogni correzione dell’insegnante, che giustamente deve rispecchiare quanto espresso dal praticante, pur se effettuata con grazia viene spesso percepita, se non analizzata con le tre menti (negativa, positiva e neutra) come una denigrazione e quindi perdita di fiducia in se stessi. “Un praticante che non passa la prova della Shakti Pad nega l’insegnante o mentore. E’ pieno di dubbi circa il valore di ciò che ha fatto fino a quel momento e dubita della saggezza dell’insegnante. Nella via dello Yoga molti studenti lasciano la via a questo punto perché sentono che alcune parti di loro sono state negate o rifiutate dai loro propri primi sforzi. Altri acquisiscono un ego spirituale ed immaginano di essere completi sebbene l’insegnante e gli insegnamenti li mettano in guardia rispetto ad una simile posizione. Altri scompaiono lentamente perché decidono di essere l’eccezione alla regola e di non aver più bisogno di seguire la disciplina originale”. Ecco la sfida, il praticante continuerà nel lavoro su sé stesso se accetterà e capirà, se correggendo le inclinazioni si  abbandonerà alla via ed emergendo con forza  acquisirà potere irremovibile per continuare lo studio sino alla meta; altrimenti è destinato a lasciare e rivolgersi ad altre attività, magari meno impegnative dal punto di vista spirituale dove può esprimere i propri “effetti speciali”; l’ego avrà vinto la battaglia contro lo spirito!

Sahej Pad – Lo stadio dell’Esperto – E’ una gioia! La fase della facilità, dell’equilibrio, della grazia, quando ogni cosa va per il verso giusto. Prendiamo una decisione ed essa si manifesta. la forza creativa serve spontaneamente i nostri bisogni così come noi siamo allineati con il nostro destino. Intuiamo cosa serve al momento quindi lasciamo lo spazio affinché  gli strumenti e la prosperità possano operare così come si manifestano al momento. Godiamo del gioco della vita mentre il Guru o Dio o la Coscienza Universale lavora a muovere la nostra coscienza. In questo stadio lo studente sviluppa  la capacità di sapere e definire cosa esattamente serve a completare un’opera, quindi se cambiare atteggiamento o direzione, senza che abbia bisogno di sviscerarla in singoli componenti e  questo si chiama Intuizione. Gurucharan Singh ci ricorda che: “Nella maggior parte delle discipline , come le arti, la chimica, la matematica, la musica e l’insegnamento sono necessari dai 7 ai 10 anni per costruire la base di esperienza per passare attraverso lo stadio dell’apprendimento dell’esperto ed avere l’opportunità di diventare Maestro. Gli studenti hanno bisogno di pazienza e di un’attitudine di servizio alla causa più grande. Questa attitudine ad ampio raggio è chiamata Seva”. In questa fase quattro sono le componenti essenziali utilizzate dallo studente: 1) La profondità del processo; 2) La classificazione complessa dei riferimenti interni; 3) L’arricchimento sensoriale di intuizione e di percezione dell’intero modello; 4) Insegnamento delle abilità agli altri. Pertanto lo studente eseguirà la posizione di yoga con la consapevolezza di tutti i cambiamenti interni che essa produce, la metterà in confronto con le altre posizioni; la sperimenterà in rapporto al suo significato ed alle forme di meditazione; “L’esperto stabilisce il suo atteggiamento nei riguardi del corpo come di un mezzo sacro”. “L’esperto impara insegnando. Per avere veramente la maestria di qualcosa dovete insegnare. Questo stadio richiede che voi comunichiate e condividiate ciò che avete studiato con altri. Negli affari ciò significa insegnare ad una persona più giovane o con meno esperienza. Questa è una azione potente che insegna allo studente a coltivare il non attaccamento al compito o perizia. (Rivolto agli insegnanti) Ciò deriva dal fatto che voi date qualcosa, che innestate in altri”. L’insegnante è Siri Guru, colui che insegna attraverso ingiunzione e dimostrazione.

Sat Pad – La fase del Maestro – La fase della Verità o Realtà; è rara e non ottenuta da tutti. In questa fase non c’è distorsione proveniente dall’implicazione di ego. La consapevolezza è inscindibilmente legata all’azione, la focalizzazione è costante, c’è fusione con il Sé reale nel tempo e nello spazio. “Egli porta con se una qualità di neutralità coinvolta. L’apprendista Maestro usa una mente neutra. La capacità intuitiva non è solo la percezione del tutto ma un fondersi nella situazione, compito, oggetto o persona. Ci manca una buona parola in inglese per questa capacità speciale. Yogi Bhajan l’ha chiamata consapevolezza comprensiva, comparativa, intelligente, intuitiva. Forse possiamo semplicemente chiamarla uso della Volontà…omissis…Volontà in questo contesto significa l’azione intuitiva che emana dall’intera persona in risposta alla situazione totale. Non è forzata. E’ spontanea ma non impulsiva. E’ creativa, giocosa e completamente reale”. L’insegnante è Wahe Guru, modello che è impegnato con i compiti, che usa l’intuizione, la creatività e la spontaneità per rispondere unicamente ad ogni singolo studente esperto.

Ci sarebbe ancora molto da scrivere, specialmente per quanto concerne l’ultima fase, ma non è questo il momento e la sede, nel senso che interessava essere quanto più possibile stringato nella specifica del percorso di un praticante di Kundalini Yoga, rendendo comunque abbastanza semplici dei concetti che chiaramente non proprio lo sono. Nella seconda parte continueremo sviscerando implicazioni ed errori.

Wahe Guru Singh 

2018-10-28T15:23:04+00:00

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